APPROFONDIMENTI E INTERVISTE

RIPRESE LE TENSIONI IN TIGRAY

 
luglio 2026
 
Il Tplf, pochi giorni fa, ha assunto il controllo degli aeroporti di Makallè, Axum e Shire, costringendo la compagnia aerea Ethiopian Airlines a sospendere tutti i voli interni della regione. Dopo un periodo di conflitto “contenuto” si sono intensificati i combattimenti lungo il confine tra Tigray e Afar e in Amhara, specialmente nei distretti di Gazgibela, nella zona di Wag Hemra, e di Gidan, Lasta e Raya Kobo, nel North Wello. Il Tplf ha inoltre alzato il numero di reclutamento forzato di uomini da inserire nei ranghi dell’esercito e, secondo fonti interne, è già saltata la rete web con l’obiettivo di interrompere qualsiasi comunicazione all’esterno. Getachew Reda, consigliere del primo ministro Ahmed ed ex funzionario tigrino, ha comunicato tramite social che il Tplf ha preso il controllo degli aeroporti. Secondo i leader del Tigray, invece, l’iniziativa sarebbe stata necessaria per difendersi dall’aggressione del governo federale.
 
Per dare un quadro completo della situazione la coalizione di opposizione al governo è composta da sette gruppi, tra cui lo stesso Tplf. La ripresa degli scontri va a infierire in una regione dove la situazione economica è già drammatica, avendo ancora distrutti, dalla recente guerra del 2020-2022, mercati, attività produttive e agricole e il sistema sanitario, dove, con coraggio, cerca di andare avanti l’ospedale in cui lavoriamo: il Kidane Mehret di Adwa.
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RIAPERTURA OSPEDALE KIDANE MEHRET DI ADWA

 
luglio 2026
 
Dopo un periodo di chiusura dovuto alla necessità, da parte dei lavoratori, di usufruire delle ferie accumulatesi soprattutto durante gli anni del conflitto 2020-22. l’ospedale è stato riaperto lo scorso 22 luglio, alla presenza di suor Laura Girotto, un rappresentante del governo e tutto il personale dell’ospedale e della missione. In questo tempo imprese e lavoratori della missione hanno incessantemente continuato a proseguire i lavori di finitura dell’ala destra e l’installazione di nuovi macchinari a uso sanitario. Durante l’incontro sono state raccolte le istanze dei lavoratori sia da parte di suor Laura che da parte del rappresentante del governo il quale ha garantito un maggior impegno in termini di formazione del personale e un rafforzamento dei principi etici che indicano il lavoro sanitario pubblico come missione volta al bene della popolazione. Ricordiamo che tuttora il Tigray soffre di una complessa crisi geopolitica con la vicina Eritrea e il governo federale che si ripercuote, inevitabilmente, sull’economia della zona.

ACCORDO ASPOS-MEDICI IN STRADA

 

luglio 2026

 

È stato siglato il protocollo d’intesa tra Aspos, rappresentata dal presidente Giuseppe Marinaro, e L’associazione Medici in Strada, rappresentata dal presidente Carmelo lo Bello. Si tratta di un’importante collaborazione che prevede uno scambio di buone prassi nei seguenti ambiti:

 

a) Gestione e recupero farmaci: le parti si impegnano a collaborare per il recupero e
l’utilizzo di farmaci, attraverso la Banca del Farmaco di Milano. La gestione avverrà nel
rispetto delle normative vigenti nei Paesi coinvolti.

 

b) Supporto sanitario e professionale: Promuovere attività di solidarietà sanitaria
rivolte alla categoria dei medici e degli odontoiatri, offrendo loro la possibilità di
partecipare attivamente, tramite la nostra organizzazione di volontariato, alle attività
dell’ospedale di Adwa. La partecipazione avverrà in base alla disponibilità dei volontari
e previa definizione di specifici accordi con la struttura ospedaliera locale. L’inserimento
dei medici volontari presso l’ospedale di Adwa sarà disciplinato da un apposito
regolamento che ne definirà modalità operative, responsabilità e condizioni di
partecipazione.

 

c) Scambio di competenze: condivisione di conoscenze, esperienze e buone pratiche in ambito sanitario e organizzativo.

IL SERVIZIO DI NEUROLOGIA

 
Intervista con
Alberto Villacara
maggio 2026
 
Alberto Villacara, neurologo, assieme alla moglie Stefania Lelli, presta il suo operato in Etiopia e In Kenya. Quando cominciò, nel ’97 all’ospedale di North Kinangop, portò con sé un vecchio EEG a inchiostro che, seppur lacunoso, diede il via a una serie di diagnosi inesistenti nell’area. Il progresso delle attrezzature e l’avvento di Internet migliorarono considerevolmente il tempo di risposta tra il tracciato e la lettura dello stesso. All’ospedale Kidane Merhet di Adwa, invece, Alberto aggiunse il servizio di elettroencefalogramma all’unico presente a Makallè, capitale del Tigray. Due soli servizi per coprire le necessità di decine di milioni di abitanti. 
Il dato che più colpisce è il doppio di casi di epilessia rispetto all’Europa: 1/1000 abitanti contro 0,5/1000 abitanti. Gran parte è rappresentata dai bambini, i cui genitori non sanno spiegarsi i comportamenti anomali, spesso attribuendoli a voleri demoniaci seguiti da crudeli riti di purificazione, come l’immersione nell’acqua o la detenzione incatenata nella propria casa. Su 100 tracciati esaminati da Alberto, specializzato in neurologia dell’adulto, 80 sono di bambini ed è per questo che lo stesso medico rivolge un appello a neurologi specializzati nell’infanzia, affinché possano aiutarlo ad assistere i malati africani che sempre più numerosi chiedono una cura.
In Tigray, la situazione è notoriamente ancora critica. Soffiano venti di guerra e per questo motivo è molto difficile recarsi attualmente in loco. All’ospedale Kidane Merhet, tuttavia, Villacara ha formato i medici che eseguono tracciati quotidianamente, inviati immediatamente in Italia. Dice Alberto “La consulenza è svolta da remoto in giornata, è sempre attiva e risposte benché minimali sono sufficienti per intraprendere terapia e per controllo nel tempo degli episodi. I periodi in presenza sono necessari per fare il punto periodico e migliorare quanto è già avviato.
Il problema più grande resta tuttavia la carenza di medicinali, ancor più in tempi di conflitto come adesso”. Finora sono stati esaminati 240 EEG provenienti da Adwa e 130 da North Kinangop.

LA CRISI DEI TRASPORTI

 
Intervista con
SHEWIT WELEMHRET
maggio 2026
 
Shewit Welemhret è nato e cresciuto ad Adwa. Ha studiato fin da piccolo alla missione Kidane Mehret e, attualmente, è, tra le altre mansioni, il driver dell’ospedale. Si occupa del trasporto dei malati all’ospedale pubblico di Axum. qualora avessero bisogno di particolari esami diagnostici, talvolta si reca a casa dei pazienti stessi. Ci spiega la crisi del gasolio e l’inaudito innalzamento dei prezzi. “Il carburante è ormai introvabile e ha raggiunto costi insostenibili. Qui lo stipendio medio è di circa 60 euro al mese. Il gasolio è arrivato a costare 1000 birr/l (5,3 €/l) e perciò le persone rinunciano alle visite e alle cure. Le stazioni di servizio sono quasi tutte chiuse. Se  fino a qualche mese fa il tragitto Adwa-Axum e ritorno con il bajaji costava 30 birr, ora ne costa 300. Nei villaggi qualcuno si è organizzato trasportando i malati a mano, adagiandoli su una tavola di legno. Ma non è una situazione sostenibile.”
Secondo i dati ufficiali della Tigray Trade and Export Agency, storicamente la regione necessitava di una quota mensile compresa tra i 12 e i 15 milioni di litri di carburante per mantenere attivi i servizi pubblici, i trasporti e le industrie locali.
Il declino è iniziato in modo netto all’inizio del 2025, per poi precipitare verticalmente. Dalla fine di gennaio, l’afflusso di carburante nel Tigray è pari a zero. L’amministrazione ad interim della regione ha denunciato il blocco totale come una decisione deliberata da parte del governo centrale volta a indebolire e contenere politicamente la regione. Ambulanze a terra: Il Tigray Health Bureau ha lanciato un drammatico appello confermando che il servizio di emergenza e i trasferimenti salvavita sono completamente bloccati. I pazienti sono costretti a pagare cifre astronomiche ai trasporti privati o a rinunciare alle cure mediche. Malnutrizione e fame: La mancanza di carburante impedisce ai partner umanitari (che richiederebbero almeno 700.000 litri al mese) di distribuire cibo e aiuti terapeutici. La rete di monitoraggio della carestia FEWS NET ha registrato tassi di ricovero per malnutrizione acuta nei bambini superiori dell’82% rispetto all’anno precedente.

AGGIORNAMENTO OSPEDALE KIDANE MEHRET DI ADWA

 

Intervista con
MAEBEL TESFAY
maggio 2026

 

Maebel Tesfay, vicedirettore sanitario dell’ospedale e specializzando in radiologia all’ospedale di Modena, afferma che la situazione ad Adwa è estremamente complicata. “Sono ad Adwa dal 2020, ho passato tutto il periodo della guerra. Pensavo di aver visto il peggio ma in questo momento, dopo esserci illusi in una pace duratura, soffiano di nuovo venti di conflitto. Le medicine sono ormai irreperibili e infezioni comuni, problemi respiratori e di malnutrizione sono difficilissimi da curare. L’altissimo costo del gasolio ha quasi annullato i trasporti, impedendo ai malati di recarsi nell’ospedale di Axum per visite diagnostiche, così come le donne rinunciano a partorire in luogo sicuro come è il nostro ospedale”. Il costo del gasolio è arrivato a oltre 2€/l a fronte di uno stipendio medio di 60$ al mese. L’ammassamento delle truppe al confine con l’Eritrea sembra continuare. Il taglio ai servizi pubblici, la comparsa di armi e l’emergenza sfollati sembrano presagire un nuovo conflitto come nel 2020. Il TPLF (Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray) ha ricostituito ufficialmente il Consiglio regionale esistente prima del conflitto. Debretsion Gebremichael è stato eletto nuovamente Presidente della regione, una mossa che di fatto disconosce l’autorità dell’amministrazione provvisoria istituita dagli accordi di pace di Pretoria.
A peggiorare il quadro è l’improvvisa escalation diplomatica e militare con il Sudan. Il governo sudanese ha richiamato il proprio ambasciatore ad Addis Abeba dopo aver accusato l’Etiopia di aver lanciato attacchi con droni contro l’aeroporto di Khartoum e siti militari.
Sebbene l’Etiopia smentisca, le autorità sudanesi si sono dichiarate pronte a un “confronto aperto”. Il rischio concreto è che il Tigray torni a essere un campo di battaglia per una guerra regionale, aggravata dal sospetto che attori esterni e milizie transfrontaliere stiano soffiando sul fuoco delle tensioni etniche e territoriali.
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