Incontro del 14 gennaio 2018.

Incontro del 14 gennaio 2018

di Cristina Dell’Acqua

 

Il 14 gennaio 2018 a Camposampiero vicino a Padova, si è celebrato un Natale speciale, quello della “nascita” ufficiale dell’ospedale di Adua.

Un traguardo importante che entra a far parte del progetto della  missione Kidhane Merhet fondata e diretta da Suor Laura Girotto, una donna dalla rara intelligenza del cuore.
Nella missione in Tigray, nel Nord dell’Etiopia ai confini con l’Eritrea, lei assieme alle consorelle salesiane ha creato una scuola che prende per mano i bambini a tre anni e li accompagna sino alla soglia dell’Università dove, vista l’eccellenza del percorso scolastico offerto, i giovani vengono sempre accolti con il massimo dei crediti. Esiste un laboratorio di sartoria e maglieria, dove le donne possono imparare a essere autonome grazie a un mestiere. Esistono serre, stalle e una coltura di alga Spirulina, una sorta di manna che aiuta a combattere la denutrizione.
Tutti progetti avviati e caparbiamente sviluppati negli ultimi 25 anni, partendo dal nulla.

Ma tutti questi traguardi non potevano bastare all’ottimismo e alla vitalità di suor Laura: lei  ama ricordare di essere andata ad Adua (o Adwa seguendo la dizione internazionale) per la prima volta a mani vuote, mani che si sono riempite giorno dopo giorno della generosità  di persone che l’hanno seguita e stanno facendo la storia della sua gente.
Queste persone sono, tra le altre, gli “Amici di Adwa”, Onlus con sede a Cento (Ferrara) che si adopera per raccogliere fondi con le adozioni a distanza, e i medici e infermieri di ASPOS (Associazione Solidale Padovana Operatori Sanitari). Queste persone sono un esercito di qualificati professionisti dallo straordinario spessore umano.

L’ospedale verrà formalmente inaugurato il 24 maggio. Ma domenica 14 gennaio a Camposampiero oltre 110 volontari, medici e paramedici provenienti in buona parte dagli ospedali di Camposampiero e Cittadella (Padova) si sono incontrati per festeggiare la nascita del nuovo ospedale. Un ospedale che permetterà il trasferimento al suo interno di attività di cura medica e chirurgica sino ad ora svolte all’interno della Missione in strutture provvisorie e precarie.

Capitanati da Giampaolo Fasolo, ex primario del Pronto Soccorso di Camposampiero, insieme al sindaco di Camposampiero Katia Maccarroni, a suor Laura, ai Dirigenti sanitario e amministrativi del nuovo ospedale e al progettista Angelo Dell’acqua c’erano:

  • 7 medici specialisti di Anestesia,
  • 5  di Chirurgia generale,
  • 4  di Odontoiatria,
  • 1 di Farmacia,
  • 8 di Ginecologia,
  • 2 Ostetricia,
  • 4 di Medicina Interna,
  • 3 di Medicina generale,
  • 6 del  Laboratorio e Centro Trasfusionale,
  • 4  di Pronto Soccorso,
  • 3 di Radiologia,
  • 3 di Neurologia,
  • 1 di Oculistica,
  • 3 di Ortopedia,
  • 2 di Fisioterapia,
  • 1  di Pediatria,
  • 3 di Urologia,
  • 12 Scienze infermieristiche,
  • 39 Collaboratori e numerosi ospiti.

L’incontro è servito per avviare l’organizzazione dei turni di presenza all’ospedale di Adwa, in modo da garantire tutto l’anno la presenza operativa di medici e personale infermieristico. È l’entusiasmo e la voglia di partire per “fare bene del bene” che si sono respirati durante le ore dell’incontro, ad avere fatto dire a Suor Laura che «oggi festeggiamo il Natale del nostro ospedale».

Come scriveva Antoine De Saint-Exupery nel Piccolo Principe «è il tempo che hai dedicato per la tua rosa ciò che ha reso la tua rosa tanto importante». Per le rose di Adwa potremo stare tranquilli.

Di attuare, inoltre,eventuali progetti di formazione scientifico – culturali di personale sanitario locale e di contribuire alla realizzazione di strutture sanitarie “in loco”, mediante consulenze attive sui progetti e agendo praticamente nella loro realizzazione.

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